Logistica: Piacenza pilota per la sicurezza sul lavoro

La formazione tramite videogioco per favorire l’apprendimento Il progetto di Inail Emilia-Romagna, Confcooperative e Provincia.
Essere consapevoli per ridurre drasticamente la piaga degli infortuni sul lavoro. Italia paese dai tragici primati nell’Unione Europea in questo campo.
E Piacenza viene a porsi come città pilota con un progetto di formazione in 3D (tridimensionale), un videogioco teso a ridurre drasticamente numeri infami: 5mila infortuni sul lavoro denunciati nel 2013 (sempre troppi seppure in calo del 6 per cento) dei quali l’11 per cento nella logistica. A questo comparto (nel 2013 sono stati denunciati 400 infortuni nel trasporto e movimentazione merci) è dedicato il nuovo modello che rivoluziona il metodo della formazione alla sicurezza negli ambienti di lavoro, rivolto a dipendenti, preposti e datori di lavoro. Vi hanno collaborato, disponendo un notevole impegno economico, Inail Emilia Romagna (39mila euro), Confcooperative (18mila) e Provincia di Piacenza (7mila e 500 euro) e realizzato in collaborazione con Azienda sanitaria locale e Irecoop.

Il videogioco interattivo «mostra azioni e posture scorrette e indica poi quelle corrette, onde evitare traumi o incorrere in incidenti, con immagini in movimento» ha spiegato ieri nella sede Inail di via Boselli Daniele Sarselli, responsabile di Poliedra lo studio di progettazione grafica che ha firmato il progetto. «Il videogioco, con immagini, azioni e parlati che riproducono il luogo specifico del lavoro diventa una lezione (accompagnata dal formatore) completata da un quiz e con votazione finale da riportare sull’attestato». «Ciò che rende ancor più interessante la nuova formula – ha sottolineato Sarselli -, è la possibilità di interagire da parte del fruitore che può ripetere il quiz fino a completo apprendimento e consultare a casa il video, dopo le otto ore di corso, insieme ai familiari».
«Il video è multilingue – è intervenuto Davide Lumia responsabile della sede Inail di Piacenza perché molti degli operatori della logistica sono stranieri; oggi – (ieri per chi legge ndr) – presentiamo i risultati della sperimentazione partita a maggio, con esiti che si possono definire incoraggianti, con questo nuovo metodo intendiamo migliorare il livello di apprendimento dei sistemi di sicurezza muovendosi sulle cause degli infortuni, sui comportamenti scorretti e la non adozione dei dispositivi idonei».

Un incubatore rivolto alla logistica perché a Piacenza «ha grandi numeri e l’incidenza degli infortuni è superiore alla media regionale, secondo i nostri dati – ha specificato il responsabile Inail – il 38 per cento degli infortuni avviene in siti industriali, di esso il 34 si verifica nei magazzini di carico e scarico merci, la scorsa settimana a Castelsangiovanni un operaio ha subito un gravissimo infortunio e i primi ad essere responsabilizzati devono essere proprio i lavoratori».

I risultati ottenuti dai partecipanti alla fase sperimentale sono stati giudicati «molto buoni», il voto medio ottenuto è stato di 8,24 (su dieci); 29 lavoratori su trenta hanno ottenuto un punteggio con incremento medio dell’apprendimento pari a 27 per cento rispetto ai test tradizionali.
Parola d’ordine consapevolezza: la formazione del personale è infatti la prima condizione per evitare, o ridurre, infortuni. «Come Confcooperative – ha aggiunto il presidente regionale Francesco Milza – abbiamo incentrato l’adozione di strumenti di questo tipo, conoscendo le problematiche di difficoltà nella formazione del personale sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. La interattività con lo strumento formativo permette un rapporto più diretto rispetto alla parola, noi abbiamo spinto questo progetto che nasce da grafici esperti in 3D mettendo insieme competenze diverse per far nascere qualcosa di nuovo e di innovativo, Confcooperative attraverso le proprie associate diffonderà questo strumento che sembra realizzare una formazione efficace anche a livello regionale». Nicoletta Corvi, direttore provinciale dello stesso organismo cooperativo ha poi annunciato: «Noi partiamo in questi giorni con una base di 70 lavoratori, e i nostri formatori sono già parte attiva del progetto, nuovi assunti per estendere poi il modello di formazione al resto dei nostri dipendenti, circa 2500 unità».

La sicurezza sul lavoro è in cima agli interessi dell’Amministrazione provinciale, che non a caso ha aderito con un congruo finanziamento. «Il progetto costituisce attuazione del più ampio Protocollo sulla logistica che abbiamo promosso e sottoscritto con tutte le Parti sociali e con gli Enti – ha fatto sapere tramite una nota il presidente dell’Ente di via Garibaldi Massimo Trespidi -, la logistica riveste un ruolo strategico per il nostro territorio ed occorre agire per conseguire il miglioramento dei livelli di prevenzione, sicurezza e protezione sociale dei lavoratori». A sua volta, Manuela Moreni, dirigente della Provincia, ha aggiunto: «Il finanziamento ha consentito di organizzare tre seminari rivolti complessivamente a 70 persone tra formatori e lavoratori con lo scopo di sperimentare lo strumento didattico in 3D e fornire suggerimenti al fine del suo perfezionamento».

Il videogioco concretizza dunque il dettato del decreto legislativo 81 del 2008, ha rilevato Giovanni Lombardi, direttore dello Spasl dell’Ausl di Piacenza, «che punta a creare la consapevolezza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sia da parte dei datori che dei lavoratori, io che faccio azione di vigilanza posso dire che tre infortuni su 4 accadono a causa dell’inappropriato comportamento delle persone, che pure sono state formate. Abbiamo abbracciato questo nuovo metodo, ma la risposta ce la dirà solo il tempo, il lavoratore dovrà poter portare a casa il videogioco e mostrarlo ai familiari assumendo così anche un valore sociale».

I rischi del settore
Incidenti con carrelli elevatori o stress possono essere evitati
I principali rischi che si verificano nella logistica piacentina sono stati individuati analizzando i dati raccolti tramite interviste agli operatori. Ne è seguita una classificazione dei principali in base alla probabilità con cui avvengono. Nella graduatoria, al primo posto sono collocati gli incidenti con carrelli elevatori (l’ultimo in ordine di tempo a Castelsangiovanni la scorsa settimana ndr). Seguono di stretta misura la movimentazione di carichi e i movimenti ripetitivi. A distanza si trovano le conseguenze sulla salute derivanti dallo stress, dalle vibrazioni, dal rumore e dal microclima. Altri rischi in fondo all’elenco sono dovuti a incendi e movimentazione di prodotti chimici.

Sono stati esaminati anche i luoghi in cui sono più probabili tali eventi. Sono 5 aree di lavoro specifiche della logistica, ognuna delle quali è stata rappresentata con un gioco all’interno del video. Spogliatoi e accesso ai magazzini: dove sono più frequenti rischi da rumore e da scivolamento. Il ricevimento delle merci: soggetti di prevenzione e protezione, nel quale dovrebbe essere presente il Dae (defibrillatore) il cui uso è illustrato nel video, dove si effettua la movimentazione manuale dei carichi. Lo stoccaggio merci: dove si muovono carrelli e si verificano vibrazioni. Il picking: rischio incendio, vie di fuga e movimenti ripetitivi. Spedizione: tra gli argomenti trattati gli effetti dei videoterminali e le ribalte. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla interpretazione corretta della segnaletica specifica. I corsisti della fase sperimentale hanno espresso così il loro gradimento: il 70 per cento molto soddisfatto, il 27 soddisfatto, il 3 per cento si è dichiarato insoddisfatto.

Maria Vittoria Gazzola – Libertà 17/09/2014

Posted on 17 settembre 2014 in Stampa, Startup

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